Poliambulatorio Lotus

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Elettroterapia di stimolazione

Terapia con correnti elettriche variabili nel tempo in rapporto alla forma e durata degli impulsi, della pausa e della direzione del flusso, ed il cui scopo principale è l’azione eccitomotrice sulle fibre muscolari denervate e sui gruppi muscolari ipotrofici.
Tali correnti sono rappresentate principalmente da:
1) Correnti faradiche: onde della durata di 1ms precedute da una breve deflessione positiva. Quest’ultima è stata eliminata negli apparecchi erogatori più recenti.
2) Correnti rettangolari: sono caratterizzate da una crescita brusca, massimo dall’ampiezza mantenuto per un certo tempo, brusca discesa.
3) Correnti triangolari: crescita dolce, acme graduale, discesa ugualmente dolce. 
4) Correnti esponenziali: aumento di intensità variabile e parabolico (le correnti triangolari e rettangolari, in realtà, sono delle correnti esponenziali).
L’innovazione più importante, rispetto alle galvaniche, rimane comunque quella relativa alla possibilità di eccitare selettivamente gruppi muscolari paretici o paralitici, con esclusione di quelli a normale innervazione. Per chiarire ulteriormente questo concetto, occorre ricordare che l’eccitazione elettrica di un tessuto dipende da tre fattori: 
a) Soglia di eccitazione, che è diversa per ogni singolo tessuto organico.
b)Tempo refrattario, che corrisponde al periodo in cui un tessuto già eccitato da uno stimolo non risponde all’applicazione di un nuovo stimolo.
c)Capacità di accomodamento, che è la capacità di un tessuto di adattarsi a stimoli elettrici indotti con intensità graduale.
In presenza di muscoli che mostrano una reazione degenerativa totale o parziale, la soglia di eccitazione risulta molto elevata, il tempo refrattario è più lungo, l’accomodabilità è quasi nulla. Da ciò risulta che la possibilità di indurre un effetto contrattile in un muscolo ad alterata mediazione neuro-muscolare è unicamente affidata all’impiego di impulsi elettrici che abbiano una certa durata, ma soprattutto un incremento lento.

Queste caratteristiche ono proprie delle correnti esponenziali.
Indicazioni
1) Ipotrofia muscolare ex non usu.
2) Paralisi per lesione del secondo neurone.
È importante sottolineare, in primo luogo, che l’elettroterapia di stimolazione non possiede alcuna influenza terapeutica sui processi di degenerazione e rigenerazione del neurone motore. Essa invece mira ad intervenire direttamente sul metabolismo muscolare, prevenendo e ritardando i fenomeni di metaplasma fibrosa che fatalmente conseguono alla sospensione dell’impulso nervoso fisiologico.
 Il mantenimento del tono e del trofismo muscolare è della massima importanza nel superamento dei fenomeni paralitici, in quanto permette che lo spontaneo processo di reinnervazione trovi un terreno confacente al recupero funzionale.
1) Nelle ipotrofie muscolari ex non usu, nelle quali il deficit è spesso provocato da immobilizzazione prolungata in apparecchio gessato, l’elettrostimolazione induce rapidamente un miglioramento del tono e del trofismo. Appena possibile, in questi casi, è della massima importanza l’associazione di una opportuna cinesiterapia.
 2) Le paralisi per lesione del secondo neurone motore possono essere dipendenti da danni neurologici a sede radicolare, nei plessi, nei tronchi nervosi periferici. In queste forme, di comune osservazione per il costante incremento dell’infortunistica lavorativa, del traffico e domestica, l’elettroterapia rappresenta il trattamento di elezione, unitamente agli interventi di microchirurgia ricostruttiva. All’elettroterapia di stimolazione, eseguita in modo accurato e per periodi prolungati, di devono risultati clinici estremamente brillanti.

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